Quando Silvia Sanchi mi ha scritto, era in quel punto che molte professioniste conoscono bene: tante cose belle da dire e la paura di raccontarle nel modo sbagliato. Le sue parole erano “ho tante cose belle, ma come le racconto senza sembrare una bancarella del mercato?”. Aveva bisogno di chiarezza e di sintesi, di un posto dove le persone potessero arrivare e capire subito chi è, cosa fa e come può aiutarle.
Silvia è una consulente d’immagine e stile. Accompagna donne e libere professioniste a riscoprire il proprio stile, unendo psicologia della moda e una buona dose di energia. La sua offerta di punta, il Percorso di Stile per Brand, parla a chi si sente spenta davanti allo specchio o invisibile nel proprio settore. Una promessa così personale aveva bisogno di una pagina capace di restituirla per intero.
Il suo mondo è brillante e diretto, distante dal mio registro più quieto. La sfida stava proprio qui: costruire una pagina fedele alla voce di Silvia, non alla mia. Per questo ho cominciato dall’ascolto, dalla capacità di leggere tra le righe ciò che lei voleva dire e non aveva ancora messo in ordine.
La landing page, la pagina unica che presenta il suo percorso, è costruita su una logica narrativa che parte dal problema di chi legge e arriva alla trasformazione. Ogni sezione ha un compito: dire chi è e perché sceglierla, spiegare cosa include il percorso, chiarire a chi è adatto e a chi no, dare voce a chi l’ha già scelta. Tutto resta leggibile e fluido anche da telefono, con gli inviti all’azione collocati dove la lettura li rende naturali.



Il modo migliore per raccontare com’è andata è lasciare la parola a lei.
Avevo bisogno di chiarezza, di sintesi, di un posto dove le persone potessero atterrare e capire subito chi sono, cosa faccio e come posso aiutarle. Ho scelto Irene perché appena ho visto il suo lavoro ho pensato: ‘Eccola, questa sa come si fa’, ma soprattutto per la sua sensibilità nel tradurre l’identità delle persone in immagini e parole. Non volevo una pagina bella, volevo una pagina vera. E ci siamo riuscite. Lavorare con lei è stato un mix tra una seduta di coaching e una chiacchierata con un’amica brillante: mi sono sentita accolta, ascoltata, ma anche guidata. Quello che mi ha colpito di più è la capacità di leggere tra le righe. E poi il risultato, è come se la pagina dicesse: ‘Ciao, sono Silvia, e non ti venderò una palette, ti offrirò un’esperienza.’ Una parola per descrivere tutto questo? Rivelazione. Perché mi ha aiutata a farmi vedere, finalmente, nel modo giusto.
— Silvia Sanchi, consulente d’immagine e stile
Una pagina sola, una promessa sola, costruita perché Silvia fosse riconoscibile e vera. È quello che faccio con la Landing page, per mettere a fuoco un’offerta precisa.


