Chi mi scrive per un sito, molto spesso, un sito ce l’ha già. Se l’è fatto da sola su una piattaforma gratuita, quasi sempre Canva, e a un certo punto si è accorta che faceva acqua da tutte le parti. Non gliel’ho dovuto dire io: se n’era resa conto da sola, ed è per quello che poi è arrivata da me.
Quindi la domanda vera è un’altra. Ma visto che ti stai chiedendo perché scegliere WordPress, la risposta corta è questa: è un CMS, cioè un programma che ti permette di modificare il tuo sito senza mettere mano al codice, e il sito che ci costruisci sopra resta tuo. Te lo puoi portare via, lo puoi far crescere un pezzo alla volta, e ci puoi lavorare per farti trovare su Google. Le piattaforme chiuse ti fanno partire prima. Quello che stringe arriva dopo.
Quasi nessuna mi chiede quale piattaforma
Nelle call la domanda che mi fanno davvero non è «meglio WordPress o altro», ma «poi ci posso mettere mano da sola?», e sotto ce n’è un’altra più concreta: quanto mi costerà ogni volta che voglio cambiare una riga. Hanno la stessa risposta, ed è il motivo per cui esistono i CMS. WordPress è il cms più usato al mondo proprio per questo: nasce perché una persona che non fa questo mestiere possa correggere una data o aggiungere una pagina senza chiamare qualcuno ogni volta. Le piattaforme gratuite fanno la stessa promessa, per carità, e in parte la mantengono. La differenza si vede quando quello che vuoi fare esce dal recinto che avevano previsto.
Cosa vuol dire che il sito è tuo
Detto così suona come una questione di principio, lo so, e invece si capisce nel momento in cui provi ad andartene. Su una piattaforma chiusa stai arredando una casa in affitto: quando esci, i mobili se li tiene il padrone di casa. I testi li riscrivi, l’indirizzo cambia, e quel poco o tanto che avevi guadagnato su Google ricomincia quasi da capo.
Con WordPress il sito è un pacco di file e un archivio di contenuti che stanno su uno spazio affittato da te, e se cambi fornitore te li porti dietro interi. I vantaggi di WordPress che noto di più, dopo qualche anno che ci lavoro, sono due: che non c’è un tetto, quindi la sezione che ti servirà fra due anni si aggiunge invece di ricominciare, e che quello che costruisci si accumula. In tutta onestà è la parte che si sottovaluta di più quando si sceglie in fretta.
Qual è la differenza tra WordPress .com e .org?
C’è una confusione che vale la pena togliere subito, perché il nome è lo stesso ma le cose sono diverse. WordPress.org è il programma vero e proprio: è libero, non si paga, e lo si installa su uno spazio che affitti tu. WordPress.com è un servizio che quel programma te lo tiene lui, con dei piani a pagamento, e in cambio si occupa della parte tecnica.
Detta così sembra che il secondo convenga sempre. Il punto è che nei piani più bassi il .com somiglia parecchio alle piattaforme chiuse di cui parlavo sopra: l’indirizzo porta il loro nome attaccato, e le cose che puoi aggiungere sono quelle che hanno previsto loro. Salendo di piano quei limiti si aprono, ma a quel punto stai pagando per avere quello che con l’altra strada avevi già.
Quando in questo articolo scrivo WordPress intendo sempre il primo, il .org: è quello che installo per le mie clienti, ed è l’unico dei due in cui il sito è davvero tuo nel senso che dicevo prima.
Quello che si può fare su Google, e quello che no
Farsi trovare vuol dire poter decidere un mucchio di cose piccole: come si chiama ogni pagina, cosa compare nel risultato di ricerca, come sono collegate le pagine fra loro. Su WordPress ci metti mano su tutto. Sulle piattaforme più chiuse una parte di queste leve non c’è, o c’è a metà, e te ne accorgi quando ti chiedono perché non compari e tu non hai nemmeno il posto dove intervenire. In alto, però, non ci si arriva per il fatto di stare su WordPress: ho scritto altrove di come trovare clienti online, e lo strumento apre porte che poi qualcuno deve varcare.
«WordPress» da solo non è una garanzia
Mi capita di aprire siti WordPress messi peggio di certe pagine fatte in casa su una piattaforma gratuita. Succede quando ci si appoggia a un tema comprato e poi vestito di componenti aggiuntivi presi qua e là, uno per ogni cosa che mancava, finché il sito diventa lento e nessuno sa più cosa faccia cosa.
Quindi perché scegliere WordPress è la prima domanda, e resta la più piccola delle due. La seconda pesa molto di più: chi lo monta, con che criterio, e se ha pensato a chi ci dovrà mettere mano fra tre anni.
Quando non te lo consiglio
Capita, e lo dico volentieri anche quando non mi conviene. Qualche landing page l’ho fatta su Squarespace, pur preferendo WordPress per tutto il resto: è una pagina sola con un compito solo, e per quel compito lì uno strumento più snello a volte è più adatto. Tendenzialmente però lavoro con WordPress, che al momento mi sembra il migliore per un sito destinato a durare.
| La tua situazione | Cosa ti serve |
|---|---|
| Hai un’attività avviata e vuoi che ti trovino su Google | Un sito WordPress costruito sulle parole che cercano davvero, cioè la realizzazione siti seo |
| Hai una cosa sola da promuovere, con una data | La realizzazione landing page, e lì lo strumento può essere un altro: ne ho scritto in creare landing page |
| Hai un sito fatto da te che non regge più | Un rifacimento vero, non una toppa: il restyling siti web |
| Ti serve solo un posto dove mandare chi ti cerca già | La creazione siti vetrina, anche piccola |
| Non hai ancora deciso cosa vendi e a chi | Per ora nessuna piattaforma. Prima quello |
L’ultima riga è quella che dico più spesso, e temo sempre che suoni come una scusa per non lavorare. Invece fa risparmiare parecchio: un sito costruito su un’idea ancora mobile si rifà quasi sempre.
Il giorno dopo che il sito è online
La paura che sento nominare più spesso è restare sola davanti a una cosa che non si capisce. È ragionevole, ed è il motivo per cui dopo ogni consegna faccio una sessione di formazione alla cliente: le cose di base che le potrebbero servire, viste sul suo sito e non su un manuale. Da lì in poi, per quello che vedo io, le clienti se la cavano sull’ordinario e mi richiamano per le modifiche importanti. Mi sembra giusto così: nessuna ha voglia di diventare la manutentrice del proprio sito.
Se ti stai ancora chiedendo perché usare WordPress invece di qualcosa di più immediato, la risposta non sta in un elenco di funzioni: sta in quanto ti costa cambiare idea fra due anni. E se un sito ce l’hai già e hai smesso di aggiornarlo perché ogni modifica è una fatica, quello che ti serve è un restyling siti web, non una toppa.
Domande frequenti
WordPress è a pagamento o gratuito? Il programma è gratuito e libero da usare. Quello che si paga sono l’indirizzo del sito e lo spazio dove viene ospitato, più eventuali componenti a pagamento se servono davvero. Chi dice che WordPress è gratis dice una cosa vera che però lascia fuori il conto vero.
Quanto costa WordPress al mese? Non ha un canone mensile, e su questo è diverso dalle piattaforme chiuse. Le spese fisse sono l’indirizzo (poche decine di euro l’anno) e lo spazio dove sta il sito, con cifre che cambiano parecchio a seconda di quanto è curato il servizio. A parte, se vuoi, c’è chi tiene il sito aggiornato per te.
È difficile usare WordPress? Per le cose che una libera professionista fa davvero, no. Dopo ogni consegna faccio una sessione di formazione sulle operazioni di base, e da lì in avanti le mie clienti se la cavano da sole: mi richiamano per le modifiche più importanti, quelle strutturali. La parte difficile di WordPress è montarlo bene, e quella non tocca a te.
Qual è la differenza tra un CMS e WordPress? CMS è la categoria, WordPress è uno dei CMS che esistono, il più diffuso. È come la differenza fra «automobile» e una marca di automobili: ce ne sono altre, funzionano tutte più o meno con lo stesso principio, cambiano robustezza e cosa ti lasciano fare.
Differenza tra hosting e WordPress? L’hosting è il terreno, WordPress è quello che ci costruisci sopra. Il primo è lo spazio su un computer sempre acceso che tiene online il tuo sito, il secondo è il programma che ti fa gestire i contenuti. Servono tutti e due, e il terreno lo affitti tu: è anche per questo che il sito resta in mano tua.
Quali sono le migliori alternative a WordPress? Squarespace e Wix per siti piccoli e statici, Shopify se vendi prodotti online, gli strumenti tipo Canva Sites per qualcosa di provvisorio. Sono buoni strumenti dentro il loro perimetro. Il conto si fa sul dopo: quanto ti lasciano crescere e quanto ti lasciano portare via.
Perchè WordPress è lento? Di suo non lo è. Diventa lento quando ci si accumulano sopra temi pesanti e troppi componenti aggiuntivi che fanno cose simili, o quando lo spazio che lo ospita costa pochissimo. È quasi sempre un sintomo di come è stato montato, più che dello strumento.


