Home » Blog » Sito e blog » Differenze tra blog e sito: quale ti serve davvero

Differenze tra blog e sito: quale ti serve davvero

Differenze tra blog e sito: un quaderno aperto con le pagine scritte accanto a una busta chiusa con il sigillo di ceralacca

Quante volte, questo mese, hai spiegato la stessa cosa per iscritto a persone diverse?

Tieni da parte quella risposta, perché vale più di qualsiasi confronto tecnico. Le differenze tra blog e sito, ridotte all’osso, sono queste: un sito presenta chi sei a chi ti sta già cercando e cambia di rado, un blog risponde alle domande di chi non ti conosce ancora e si aggiorna nel tempo. Il sito ti serve sempre. Il blog ti serve se hai tempo da dedicargli con continuità, e se le clienti non ti arrivano già dal passaparola.

Quando qualcuno mi chiede quale dei due gli convenga, la domanda sembra tecnica. Quasi mai lo è. Riguarda il tempo, e quanto ne dovrà dedicare ogni settimana per gli anni a venire.

La differenza in una riga

Un sito è un insieme di pagine fisse, pensate per essere consultate: chi sei, cosa fai, come contattarti. Cambiano di rado e restano valide per anni.

Un blog è una raccolta di articoli pubblicati nel tempo, ordinati dal più recente, ciascuno dedicato a una domanda. Ogni articolo diventa una porta d’ingresso autonoma da Google.

Il sito risponde a chi sei e cosa offri. Il blog risponde a come mi aiuti. Capire quale delle due è la tua domanda risolve il dubbio quasi sempre.

Blog o sito: quale ti serve, caso per caso

La tua situazioneCosa ti servePerché
Le clienti arrivano dal passaparolaSitoNon devi procurarti persone, devi convincere quelle che arrivano
Il lavoro si giudica guardandolo (foto, design)Sito con portfolio forteLe immagini fanno il lavoro che farebbero gli articoli
Il passaparola ha rallentato e non hai un piano BSito più blogLe referenze non si programmano, la ricerca sì
Il tuo servizio va capito prima di essere compratoSito più blogIl sito dice che il servizio esiste, non costruisce la consapevolezza per volerlo

Quando il sito basta

Non do per scontato che serva il blog, e quando le condizioni dicono di no lo dico, senza girarci intorno.

Un creazione siti vetrina fa benissimo il suo lavoro quando hai già un flusso di contatti che arriva da altrove, quando i servizi sono chiari al punto che si capiscono in dieci secondi, e quando il lavoro parla da sé guardandolo.

C’è poi la condizione che quasi nessuno dice ad alta voce, e per me è la più importante: il sito basta anche se non hai tempo o voglia di scrivere. Una valutazione onesta delle tue energie vale più di un blog aperto per dovere e abbandonato dopo due mesi.

Meglio un sito o un blog? Io lavoro quasi sempre su tutti e due

Le differenze tra blog e sito, arrivate a questo punto, servono più a scegliere l’ordine che a scegliere l’uno o l’altro: quasi sempre si comincia dal sito, e il blog entra quando c’è il tempo di tenerlo.

Se devo dare una risposta secca, la combinazione batte quasi sempre le due opzioni prese da sole, perché coprono momenti diversi dello stesso percorso. Il blog fa incontrare persone che non ti cercavano, il sito trasforma l’incontro in una conversazione. Presi singolarmente, uno porta traffico che non converte e l’altro converte un traffico che non arriva.

Il blog non è un sito separato: vive dentro il tuo, condivide identità e menu, e ogni articolo porta persone dentro casa tua, dove ci sono anche tutte le altre porte.

I segnali che è il momento di aprirlo sono quattro:

  • vuoi smettere di dipendere dalle referenze, che non governi
  • passi le settimane a spiegare per iscritto sempre le stesse cose
  • hai voglia di scrivere, perché un blog tenuto per obbligo si sente dal primo paragrafo
  • vuoi costruire una lista di persone a cui scrivere direttamente, senza passare da nessuna piattaforma, e il blog è il posto naturale da cui nasce una newsletter, che è poi metà del lavoro di come trovare clienti online

Se l’obiettivo è farsi trovare su Google, struttura e parole vanno decise insieme, non una dopo l’altra: è il criterio con cui lavoro alla realizzazione siti seo.

Lo dico perché ho fatto il contrario. Per anni ho tenuto un blog scrivendo di quello che sapevo, nell’ordine in cui mi veniva, senza chiedermi prima cosa cercasse davvero chi avrei voluto raggiungere. Gli articoli erano curati. Google non li ha mai visti. Poi mi sono formata sulla SEO e ho capito che quello che mancava veniva prima della scrittura: la ricerca delle parole chiave.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra sito e blog? Il sito presenta chi sei a chi ti sta già cercando e cambia di rado. Il blog risponde alle domande di chi non ti conosce ancora e si aggiorna nel tempo. Il primo converte, il secondo fa incontrare.

Che cosa differenzia un classico sito internet da un blog? La struttura e il ritmo. Un sito ha pagine fisse pensate per essere consultate. Un blog ha contenuti che si accumulano in ordine di data, letti quando escono e ritrovati su Google anni dopo.

In cosa consiste un blog? In una raccolta di articoli pubblicati nel tempo, ciascuno dedicato a una domanda. Per una libera professionista consiste soprattutto in questo: scrivere una volta le spiegazioni che dà di continuo a voce, e lasciarle lavorare al posto suo.

Qual è la differenza tra Google Sites e Blogger? Sono due strumenti gratuiti di Google con mestieri diversi: Google Sites costruisce pagine statiche, quindi somiglia a un sito vetrina essenziale, mentre Blogger nasce per pubblicare articoli in ordine cronologico. Per un’attività professionale non consiglio nessuno dei due: il contenuto vive su una piattaforma che non è tua, e se un giorno il servizio chiude o cambia condizioni, quello che hai costruito se ne va con lui. Ne ho scritto spiegando perché scegliere wordpress.

Da dove comincerei io

Se non hai ancora un sito, comincia dal sito: un blog senza una casa dietro porta persone in un posto che non sa cosa farsene di loro.

Se hai un sito e stai valutando il blog, torna alla domanda dell’inizio e conta davvero. Quelle spiegazioni ripetute sono i tuoi primi articoli, e li hai già scritti una volta ciascuno. Devi solo smettere di scriverli una volta a testa.

In questo periodo sto riprendendo in mano tutti i miei vecchi articoli, uno per uno. Alcuni li riscrivo, altri li lascio andare, e mi sto accorgendo che i motivi per scartarne uno sono sempre gli stessi tre: non somiglia più a come lavoro adesso, la parola chiave su cui poggia è troppo debole per arrivare in prima pagina, oppure risponde a una domanda che le mie clienti non si fanno. Se hai già un blog fermo, quei tre criteri valgono anche per te, prima di aggiungere un articolo nuovo.

Le differenze tra blog e sito contano meno man mano che ci lavori, perché alla fine resta una cosa sola: che chi arriva capisca in fretta chi sei e perché fidarsi. Il sito lo dice, il blog lo dimostra, il tempo fa il resto.

Sempre che tu glielo lasci fare.

Il passo dopo

Se questa storia ti somiglia

Ogni progetto che racconto qui è cominciato da una conversazione, mai da un preventivo. Se leggendo hai riconosciuto qualcosa della tua situazione, il modo più onesto per capire se ha senso lavorare insieme è parlarne.

Si parte da una call conoscitiva di mezz'ora, gratuita: la prenoti dal pulsante qui sotto, e prima di scegliere il giorno mi racconti dove sei e cosa ti serve. In call guardiamo cosa hai già e soprattutto cosa puoi risparmiarti: alla fine hai un'idea più chiara anche se decidi di non proseguire con me.

Raccontami di te

Il Ventaglio

Se ti va, continuiamo per email

Due volte al mese mando Il Ventaglio, una lettera per chi si sta costruendo una presenza online lontano dai social. Se questo articolo ti è servito, lì dentro trovi il resto di come lavoro.

Condividi Link copiato
Irene Di Pascale

Irene Di Pascale

Brand & web designer

Disegno brand e siti per libere professioniste che vogliono farsi trovare senza vivere sui social. Lavoro col Metodo Ampolla™: ascolto, essenza, struttura, presenza.

Scopri chi sono →

Lascia un commento